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Museo di Anatomia degli animali domestici

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Veduta del Museo. Foto di Marco Ravenna.


II Museo di Anatomia degli Animali Domestici sorse nel 1882 per iniziativa del
Prof. Clemente Papi (1845-1922), ordinario di Anatomia Veterinaria all’Università di Bologna, con un primo nucleo di circa un centinaio di preparazioni, alcune delle quali erano opera di G.B.Gotti, allievo di Antonio Alessandrini, e di G.Gaddi, che nel 1874 aveva avuto l’insegnamento del corso biennale di Anatomia Veterinaria e la direzione del Gabinetto Anatomico.
Il Papi, restaurate queste preparazioni, continuò il lavoro e già nel 1885 la raccolta comprendeva 665 preparati e nel 1900 tale numero era raddoppiato; nel 1910 la collezione comprendeva circa 2000 preparati.
Tutto il materiale non è purtroppo oggi presente a causa delle varie vicissitudini del Museo e l’ultima ricognizione inventariale ha constatato la presenza di poco più di 1500 preparati anatomici, riguardanti tutte le specie domestiche, conservati secondo
il metodo “a secco”.
Tale denominazione deriva dal fatto che le preparazioni anatomiche dopo un trattamento con sublimato corrosivo o sali di arsenico subivano un lungo periodo di essiccamento all’aria.
Di notevole interesse sono gli scheletri naturali di cavallo atteggiati nelle diverse andature, i preparati miologici e vascolari; vi sono anche numerose preparazioni del sistema nervoso, sia con il metodo a secco, sia con il metodo Giacomini, tra le quali merita una particolare citazione la preparazione in toto del sistema nervoso centrale e periferico del cavallo.
Sono anche presenti modelli anatomici in gesso e in cartapesta.

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