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Presentazione

Omone CattaneoIl Museo delle Cere Anatomiche "L. Cattaneo" venne inaugurato nel 2002 e il corpus di opere oggi presente, risultato di smembramenti e acquisizioni avvenuti nel corso del XX secolo, recupera il percorso filologicamente corretto degli studi medici compiuti nell'Ottocento. Questo periodo fu caratterizzato dal progressivo orientamento degli studiosi di anatomia verso le malformazioni congenite e i casi patologici in genere.


La chiamata di Cesare Taruffi (1821-1902) all'insegnamento di Anatomia Patologica, cattedra istituita a Bologna nel 1859, diede uno straordinario impulso alla creazione di modelli museografici di morfologia patologia. Il procedimento vedeva il docente-ricercatore impegnato a svolgere approfondite ricerche morfologiche e strutturali su preparati anatomici normali o patologici e a raccogliere casi di anomalie o malformazioni congenite; venivano poi segnalati alla comunità scientifica i risultati delle ricerche con una pubblicazione corredata della documentazione iconografica a stampa ed infine venivano conservati nei laboratori di ricerca il preparato a secco e il modello in cera riproducente, con impareggiabile veridicità, l’aspetto reale del caso analizzato.


Maestro di Cesare Taruffi fu l'anatomista Luigi Calori (1807-1896). In questa materia di studio egli seppe dare un apporto innovativo per l'epoca decidendo che il caso clinico da lui studiato diventasse immediatamente reperto storico e venisse inserito nelle bacheche del suo Museo. Per questo, avvalendosi del ceroplasta Cesare Bettini, faceva plasmare in cera un modello che riproducesse il caso, poi eseguiva un'accurata dissezione e faceva riprodurre in disegno dallo stesso Bettini i più interessanti aspetti anatomici.
Celebre è pure la raccolta di crani, oltre duemila, che testimonia il grande sviluppo, nella prima metà dell'Ottocento, degli studi antropologici rivolti alla classificazione delle razze umane.


I ceroplasti Cesare Bettini (1801-1855) e, prima di lui, Giuseppe Astorri (1785-1852) furono gli autori della maggior parte dei preparati anatomici e patologici presenti oggi nelle sale del Museo.