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I draghi delle montagne d’oro

Incontro pubblico con Federico Fanti - SMA sostiene la Ricerca
  • Aula Giorgio Prodi - Complesso Monumentale di San Giovanni in Monte, piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna
    44.4906937 11.3481152

29 giugno 2018

Aula Giorgio Prodi - Complesso Monumentale di San Giovanni in Monte, piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna
Dalle 18:00 alle 20:00

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Esiste ancora qualcosa da esplorare, luoghi e storie da raccontare senza usare la tecnologia? Perché si cerca ancora di capire fenomeni accaduti nel passato, in un mondo distante e diverso dal nostro? Una risposta si può trovare nelle spedizioni che attraversano il cuore dell’Asia, alla ricerca di resti fossili custoditi nel Deserto del Gobi in Mongolia. L’esplorazione, quella vera, porta un gruppo di ricercatori a investigare una stranezza scientifica, ossa radioattive, per ottenere informazioni sull’evoluzione delle forme di vita, degli ecosistemi che li ospitavano e in ultimo per formare il primo metodo scientifico che contrasti il mercato nero dei fossili.

Ma nessun traguardo scientifico è tale se non è davvero condiviso e reso chiaro a tutti, e da queste basi parte la volontà di dimostrare perché la ricerca sul terreno sia ancora oggi uno strumento fondamentale.

Lunghi viaggi, scoperte straordinarie, vecchie e nuove metodologie a confronto nella perla della paleontologia mondiale, il Nemegt.

Possiamo avere la reale possibilità di restare senza parole davanti ad un enigma che viene svelato?

 

INCONTRO PUBBLICO CON

Federico Fanti - Ricercatore in Paleontologia dei vertebrati

 

INTERVENGONO

Roberto Balzani - Presidente Sistema Museale di Ateneo

Alessandro Gargini - Direttore Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali


SEGUIRÀ COCKTAIL

 

Aula Giorgio Prodi - Complesso Monumentale di San Giovanni in Monte

Piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

 

Scavi Mongolia

 

IL PROGETTO 

Tra pochi mesi un team Internazionale guidato da Federico Fanti (BiGeA - National Geographic Explorer) viaggerà verso una remota località del Deserto del Gobi chiamata Gurliin Tsaav. Proprio dalle rocce che affiorano in quest’area sono stati recuperati decine di scheletri di dinosauri, ma molto più numerosi sono quelli sottratti illegalmente. Nonostante la sua unicità, Gurliin Tsaav – come molte delle località fossilifere della Mongolia - quasi non esiste sulle mappe. Da qui, il team viaggerà attraverso le Montagne dell’Altai verso il Nemegt, il cuore della paleontologia della Mongolia. La spedizione (unica a coordinazione Italiana) fa parte del progetto "Geochemical fingerprinting of Gobi Dinosaurs; a novel tool for countering the illegal trade of Asian fossils", il primo al mondo che mira a combattere con la scienza il mercato nero dei fossili. Il metodo testato dopo la prima campagna del 2016, finanziata dal Sistema Museale di Ateneo e da National Geographic, si è dimostrato efficace, ed è oggi disponibile a ricercatori e istituzioni di tutto il mondo che lavorano per bloccare il contrabbando di fossili. Dalla capitale Ulaan Bator, divisa tra antichissimi templi buddisti e moderni grattacieli di vetro, una avventura attraverso la Mongolia tra le popolazioni nomadi, paesaggi incontaminati, cieli infiniti e dinosauri. Un viaggio per mostrare come possiamo imparare dal passato il funzionamento della Terra oggi.