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Presentazione

Il MEUS è articolato in cinque sezioni espositive e ripercorre, in un arco temporale di oltre nove secoli, le mutevoli identità dello studente, rappresentandone caratteri e ruolo in rapporto alle trasformazioni sociali e ai mutevoli rapporti con l’istituzione universitaria.

“I caratteri originari”. Ripercorre le circostanze che accompagnarono la comparsa in Europa di un nuovo soggetto sociale, lo studente di quelle scuole da cui scaturirono le università, al quale imperatori e papi riconobbero tutele, privilegi e ampie autonomie. Spettò a loro definire la propria identità cosmopolita, dotandosi di ordinamenti (statuti), forme di autogoverno, riti di iniziazione. Essi seppero esprimere una cultura con contenuti originali che contribuirono a definire uno stereotipo dello studente che influenzò l’identità studentesca nel corso dei secoli.

“Disciplinare i comportamenti, gli intelletti, i corpi”. Con il passaggio all’età moderna si registra una convergenza del pensiero di moralisti ed educatori che si concreta in una vera ossessione per la disciplina, segnando la fine del cosiddetto student power. È questo il momento in cui il collegio, che favorisce un controllo assiduo sulla vita dello studente, o il precettore che lo accompagna nella peregrinatio academica, si impongono come le scelte più idonee. La solidarietà del mondo studentesco, superato l’impianto corporativistico, si frantuma in una miriade di piccole associazioni, gelose custodi della propria identità regionale; si affermano nuovi rituali che valorizzano il genere e il carattere elitario del mondo studentesco, anche inserendo lo sport come parte integrante della formazione mentre l’ideologia meritocratica si impone come un valore che deve modellare il comportamento dello studente.

“La donna all’Università”. Dopo oltre sette secoli dalle loro origini, le scuole universitarie si aprono gradualmente alla donna, attraverso un percorso ricco di resistenze e arretramenti che si protrae per oltre un secolo. La caduta di ogni barriera che matura nel corso del XIX secolo muterà sostanzialmente l’identità del mondo studentesco e le forme della sociabilità.  

“L’impegno politico”. Alle soglie del XIX secolo lo studente, persa ogni condizione privilegiata, è assimilato a un qualsiasi cittadino, con gli obblighi che ne derivano, compresa la partecipazione alle azioni militari. Questa condizione favorisce la condivisione di ideologie, il coinvolgimento nell’azione politica anche nelle forme di un impegno militare diretto: dall’attività cospirativa ai battaglioni studenteschi presenti nelle battaglie risorgimentali in Italia, Germania o Grecia, dalla partecipazione ai movimenti totalitari alla lotta contro il nazismo e il fascismo, fino alle lotte studentesche che attraversarono il pianeta negli Anni Sessanta.

“Cultura e folklore studentesco”. Il teatro e la canzone costituiscono le principali forme di comunicazione adottate dagli studenti per rappresentare la propria identità. In tempi più recenti a queste si affianca il ricorso alla stampa, sia con intenti burleschi sia come strumento di comunicazione politica e culturale. Le varie fogge degli abbigliamenti caratteristici dei faluchards, dei corps o delle balle della goliardia completano, con alcuni filmati dei tradizionali carnevali studenteschi, il percorso museale.


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